Scritto da Vito Fascina | Categoria: Cultura | Pubblicato il 01/02/2026
Se dopo aver esaminato i tre profili più arditi che lo studioso inglese ha evidenziato, egli stesso ci spiega alcuni grandi temi francescani.
Partiamo dalla storia. Il dodicesimo e tredicesimo secolo furono un risveglio per il mondo, dopo un lungo periodo piuttosto duro e sterile di esperienze, da noi definito secoli oscuri. Però Gilbert Keith scava più in là e ci dice che l’alba del tredicesimo secolo non brillò come una chiara luce e “la letizia di San Francesco e dei suoi giullari di Dio non fu semplicemente il termine di un sonno, né semplicemente quello di una superstiziosa schiavitù. Rappresentò la fine di ciò che apparteneva a un perfettamente determinato, ma differentissimo ordine di idee: la fine di una penitenza o di una espiazione. Segnò il momento in cui certe spirituali espiazioni sono condotte a termine perché alcune infermità spirituali sono finalmente scomparse. Erano state espulse da un’ora di ascetismo che sola poteva eliminarle.
Scritto da C. Myriam Maglienti | Categoria: Cultura | Pubblicato il 24/01/2026
«La preghiera è la ricerca di Dio che sta nei cieli, è ovunque poiché infinito»
[S, Gianna Beretta Molla]
Chi non ha mai sentito parlare di parole invisibili? Quelle non pronunciate, quelle dette senza entrare nei dettagli, quelle comunicate spesso nei sogni senza riuscirle a decifrare o dimenticandone l’indomani mattina la giusta sequenza.
Nel caso dei miei genitori erano parole invisibili quelle avvenute una mattina nella nuova abitazione dove vivevamo da un annetto. La casa era molto grande, ma la maggior parte dei mobili erano rimasti gli stessi, come le stesse erano rimaste le abitudini; una tra quelle il tenere gelosamente nascosto nel comò qualcosa di importante.
Scritto da Bernadetta Ada Madej | Categoria: A proposito di noi | Pubblicato il 21/01/2026
La vita comunitaria nella Comunità CS è in forte crescita e si approfondisce sempre di più.
Nascono e si sviluppano iniziative locali, spesso sostenute dalla collaborazione e dall’aiuto delle comunità vicine. È segno che la comunità è viva, che desidera camminare insieme, crescere nella fede e annunciare il Vangelo con coraggio e gioia.
Scritto da Vito Fascina | Categoria: Cultura | Pubblicato il 13/01/2026
I due primi testi proposti per I giovani e la speranza hanno riguardato Gaza di Gianfranco Longo e La porta stretta del sogno di Carmine Natale. Ora proponiamo al colto ed esperto lettore de “La forbice”, alcuni esempi celebri, veri cantori della speranza. Al primo di essi, assoluto protagonista del 2026, San Francesco d’Assisi, si dedicheranno tre sguardi diversi, che potremo riassumere così: Chesterton e il santo innamorato e mistico; Cazzullo e il primo fra gl’italiani e Barbero con l’indagine faticosa, entusiasmante e, pur sempre selettiva, dello storico. Per chi scrive, leggere questi tre splendenti lavori, ha rappresentato un vero viaggio in questo alter Christus, in una vita che ci interroga e ci chiama a crescere, a riflettere, per chiarirci se arrivassimo a sentirci unici e irripetibili, o se determinassimo per noi di essere fotocopie o parti informi di una massa.