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Scritto da Janusz Gaweł | Categoria: A Proposito di Noi |  Pubblicato il 11/12/2025

La Repubblica Centrafricana ha la triste reputazione di avere i più alti tassi di mortalità materna e neonatale al mondo. Qualche anno fa, due giovani donne coraggiose provenienti dalla Polonia hanno deciso di combattere questa dolorosa realtà. Sara, un’ostetrica esperta, e Izabela, un’esperta di aiuti umanitari che lavora nella regione da molti anni. Insieme hanno creato un progetto chiamato “Safe Mom” (“Bezpieczna Mama”).

L’iniziativa affronta le cause alla radice del problema della mortalità. Si concentra sull’educazione delle donne che tradizionalmente assistono le partorienti, chiamate Matrones. Queste ultime non ricevono alcuna formazione: ereditano il ruolo solitamente dalle loro madri o nonne, trasmettendo le conoscenze in forma orale.

Scritto da Laura Santoro | Categoria: A Proposito di Noi |  Pubblicato il 25/11/2025

In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Matteo 25,31-46)

Ricordo che la solidarietà verso i più deboli, sia perché malati, sofferenti nel corpo e nello spirito, sia poveri perché privi del necessario per vivere, era uno sguardo costante a cui venivamo abituati sin da bambini. Quando non si finiva di mangiare, immancabilmente ci veniva ricordato che quel poco che noi scartavamo avrebbe potuto permettere a un bimbo di non soffrire la fame e di non morire per malnutrizione.

Le foto di quei bimbi così sofferenti, con le pance gonfie e gli occhi immensamente tristi, ritornavano sempre alla mente e spingevano noi bambini a fare qualche piccolo sacrificio per donare un soldino, mangiare senza sprecare pensando che il Padre celeste vede il desiderio e la preghiera e li trasforma in sostegno per quei fratellini lontani.

Scritto da Enrico Casale | Categoria: A Proposito di Noi |  Pubblicato il 19/11/2025

La Repubblica Centrafricana sta tentando di risollevarsi dopo anni di guerre, colpi di Stato e violenze intercomunitarie, ma la pace resta un traguardo lontano. 
«Si notano miglioramenti, soprattutto nelle città principali, ma la situazione generale rimane fragile e instabile - racconta padre Antonio Triani, missionario cappuccino che opera a Bouar -. Il conflitto generalizzato che devastava il Paese nel 2015 è terminato, ma nelle regioni periferiche restano gruppi armati che vivono di furti e rapine. Anche la capitale la cui popolazione è cresciuta con l’arrivo degli sfollati, soffre per l'alto tasso di criminalità e per la mancanza di sicurezza».

Dal 2013, quando la coalizione ribelle Seleka ha assunto il potere con la forza, la Repubblica Centrafricana è stata definita più volte «il cimitero degli accordi di pace»: i trattati firmati in Gabon, Ciad, Congo, Angola, Kenya, Italia e Sudan sono rimasti in gran parte inapplicati. Tuttavia, un segnale incoraggiante e arrivato nel luglio di quest'anno quando due importanti gruppi armati, Upc e 3R, hanno annunciato la cessazione delle ostilità. Il presidente, Faustin-Archange Touadéra, ha ringraziato pubblicamente la Comunità di Sant'Egidio, che da anni svolge un ruolo di mediazione discreta ma determinante.

Scritto da Vito Fascina | Categoria: A Proposito di Noi |  Pubblicato il 17/11/2025

Torniamo in Puglia e fermiamoci accanto ad un altro grande sacerdote, don Domenico Labellarte, valenzanese. Ha sposato sua nipote, Mara De Filippis con chi scrive, nell’agosto 1996, ma gli episodi di vicinanza sono veramente tanti e commoventi. Formatosi a due scuole diverse, i gesuiti da giovane e p. Pio da Pietrelcina da adulto, ha proposto con la sua vita un insegnamento fecondo e pieno di coraggio autentico. Nessuno potrà dimenticare, in questo paese dell’entroterra barese e nei viciniori, le incisive prediche del Venerdì Santo. Il suo pianto di figlio innamorato di Maria addolorata coinvolgeva paesani e forestieri, spinti da ogni dove ad ascoltare, a vedere il volto di un mistico dei nostri giorni. I suoi consigli coprivano ogni parte della vita umana: scelte vocazionali; fame di fare il bene agli altri; scelte lavorative e spinte alla politica, come la più alta forma di carità; accompagnamento verso il traguardo finale di sofferenti e moribondi erano alcuni dei fiumi di bontà, che disseminava su chi lo ascoltasse e seguisse.
Le Suore Apostole di Gesù Cristo, da lui fondate con gli Apostoli, per il 100° compleanno del padre Domenico, hanno raccolto una piccolissima parte delle meditazioni che hanno costellato il suo continuo ascolto della Parola di Dio:

Editoriale

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È morto Don Domenico Labellarte. Il suo racconto su Padre Pio

VOCATION. God calls in silence

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