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Scritto da p. Eddie Boy Fuentes | Categoria: Formazione |  Pubblicato il 16/02/2026

Il dialogo - come spazio/tempo in cui le persone umane nella loro distinzione si incontrano proprio in quanto persone - diventa la sua forma privilegiata. Vale la pena notare che le persone umane possono incontrarsi in modi diversi - ma non sempre in modo personale, nel rispetto reciproco del loro status di persone. Il dialogo, infatti, come atto pienamente umano, presuppone una certa bilateralità: il proprio io incontra il tu dell’altro e viceversa. Il dialogo condotto con il riconoscimento e l’accettazione dell’alterità dell’altro non esclude e non nega le differenze tra le persone - sociali, economiche, culturali, o - ai fini della nostra discussione - le differenze tra colui che viene formato e il formatore in termini di funzioni assegnate. Al contrario, crea uno spazio in cui, al di là della comunicazione e dello scambio di idee - funzioni tutto sommato importanti -, si arricchisce la persona in quanto tale. Il dialogo è un luogo di edificazione della persona - in senso letterale e figurato - che non solo la eleva, ma contribuisce letteralmente al suo miglior funzionamento e al suo radicamento come persona (1).

Scritto da p. Eddie Boy Fuentes | Categoria: Formazione |  Pubblicato il 08/10/2025

Oggi giorno sentiamo  la forte corrente dell’individualismo nel mondo, forse anche  nella vita consacrata di oggi. Guardiamo alle conseguenze dell’individualismo nella vita delle persone consacrate, che per la natura della chiamata che Dio ha dato loro, sono chiamate a essere sempre in un movimento di uscita da sé stesse, cioè in una costante uscita verso l’alterità.

Per questo, di fronte alla grandezza della chiamata di Dio all’uomo, soprattutto per coloro che sono scelti per vivere la loro consacrazione attraverso il ministero sacerdotale o la professione dei consigli evangelici, occorre tenere presente che non solo l’offerta di Dio è sufficiente, ma che l’uomo è chiamato a dare una risposta sempre assistita dalla grazia divina, che viene data in piena libertà, cioè con le facoltà proprie della sua natura che gli permettono, in una struttura dialogica(1), di entrare in comunione con Dio e di rispondere a due tipi di sollecitazioni: una soggettiva e una oggettiva(2). Questi sono assunti in una prospettiva di fede, perché non è lasciata come una mera risposta nelle categorie umane, cioè solo con le capacità che l’uomo ha, ma attraverso la fede è in grado di interpretare i segni e gli eventi che accadono nella sua vita quotidiana, ha la capacità di accettare la vocazione come un dono e di potersi sentire felice ogni volta nello sviluppo di essa.

Scritto da Peter Kivuva | Categoria: Formazione |  Pubblicato il 09/08/2025

One of the most misunderstood teachings of the Catholic Church is confession. Many people, Catholics and non-Catholics alike, wonder, "Why do Catholics confess their sins to a priest? Can't we just go directly to God?"

The short answer? Yes, we confess to God, but we do so through the ministry Jesus himself established.

Let's go straight to the Bible.

In John 20:21-23, after his resurrection, Jesus appears to his apostles and says, "Peace be with you! As the Father has sent me, so I send you." Then the Gospel tells us: "He breathed on them and said, 'Receive the Holy Spirit. Whose sins you forgive, they are forgiven; and whose sins you retain, they are retained.'"

Scritto da p. Eddie Boy Fuentes | Categoria: Formazione |  Pubblicato il 16/07/2025

Papa Francesco, nell'omelia della Messa di apertura del Sinodo, con le quali invita tutti noi battezzati a percorrere il cammino sinodale, per divenire «esperti nell’arte dell’incontro». Insegna il Papa che non si tratta di saper organizzare eventi o di fare grandi riflessioni teoriche sui problemi che affliggono l'umanità e la Chiesa oggi, ma soprattutto di trovare il tempo per incontrare il Signore, per edificare persone e comunità di preghiera e adorazione, «questa preghiera che tanto trascuriamo», perché è il mezzo che ci permetterà di ascoltare «ciò che lo Spirito vuole dire alla Chiesa». Le parole di Francesco ci mostrano quanto la sinodalità che egli ci chiama a vivere, sia necessariamente accompagnata da una spiritualità fondata e continuamente alimentata dall'incontro con Dio.

Editoriale

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È morto Don Domenico Labellarte. Il suo racconto su Padre Pio

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