Scritto da p. Eddie Boy Fuentes | Categoria: Formazione | Pubblicato il 16/02/2026
Il dialogo - come spazio/tempo in cui le persone umane nella loro distinzione si incontrano proprio in quanto persone - diventa la sua forma privilegiata. Vale la pena notare che le persone umane possono incontrarsi in modi diversi - ma non sempre in modo personale, nel rispetto reciproco del loro status di persone. Il dialogo, infatti, come atto pienamente umano, presuppone una certa bilateralità: il proprio io incontra il tu dell’altro e viceversa. Il dialogo condotto con il riconoscimento e l’accettazione dell’alterità dell’altro non esclude e non nega le differenze tra le persone - sociali, economiche, culturali, o - ai fini della nostra discussione - le differenze tra colui che viene formato e il formatore in termini di funzioni assegnate. Al contrario, crea uno spazio in cui, al di là della comunicazione e dello scambio di idee - funzioni tutto sommato importanti -, si arricchisce la persona in quanto tale. Il dialogo è un luogo di edificazione della persona - in senso letterale e figurato - che non solo la eleva, ma contribuisce letteralmente al suo miglior funzionamento e al suo radicamento come persona (1).
Il personalismo cristiano di solito indica proprio il fondamento di questo dialogo nella realtà della vita interiore della Trinità, che è il luogo del dialogo eterno - la perichoresis (2).
Così, laddove ancora oggi si manifestano varie forme di schiavitù, si deve riconoscere che solo il dialogo sulla dignità e sul valore fondamentale dell’altro, anche se diverso da sé, può portare al risultato duraturo di costruire una vera cultura personalista, una cultura dell’incontro. Il solo tentativo di risolvere la questione all’esterno - attraverso la legislazione o l’intervento armato - non può garantirlo. Questo approccio personalista diventa così il principio generale del dialogo nell’arena globale professato dalla Chiesa (3) dall’esempio del nostro Signore.
(13) “Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. (14) Ne costituì Dodici che stessero con lui.”(Mc 3,13-14)
(1)-Cfr. Hołub, Understanding the Person, 93-94.
(2)-Cfr. Manikowski, Relacja i Dialog, 135-148.
(3)-Cfr. Concilio vaticano ii, Gaudium et spes, 78.



