Scritto da Maria Grazia Labellarte | Categoria: Cultura | Pubblicato il 03/08/2024
Nel lontano 2009, l' Avvenire a riguardo della Lingua Italiana Segni scriveva : " Le mani sono le loro parole e si rimane incantati nel vedere come, con i gesti, riescano a cantare insieme alle altre voci del coro " . E poi continuava " anche i non udenti sono parte della Chiesa, chiamati in modo attivo e con il proprio linguaggio ad essere annunciatori della Parola di Dio".
La Lingua dei Segni Italiana (LIS) è una lingua naturale, con una propria struttura grammaticale e lessicale, utilizzata dalla comunità sorda in Italia. Non è semplicemente un sistema di gesti ma un linguaggio vero e proprio, con una storia e un'evoluzione propria, un mondo proprio.
Si calcola che le origini della LIS si perdono nel tempo, forse nata in modo indipendente da altre lingue dei segni, probabilmente durante il periodo medievale, quando le persone sorde erano spesso riunite in comunità specifiche, ma ciò rientra in ipotesi. Si sa però che l' uso di segni per la comunicazione tra persone sorde era già presente in epoca romana, come testimonia la presenza di immagini di segn isu monete e sculture.
Scritto da Myriam Maglienti | Categoria: Cultura | Pubblicato il 14/06/2024
“Rimanete saldi nella fede. E’ necessario passare attraverso molte tribolazioni per poter entrare nel regno di Dio” (Atti 14, 22)
Qualcuno prima di noi ha pensato quale sia la nostra via, la strada e i bivi esatti da percorrere durante ciò che vengono definiti “gli anni della nostra vita”.
Oltre ad avere nelle sue mani la nostra essenza, Dio ha anche un disegno ben preciso. Dio Padre crea e plasma, dona e toglie, guarisce ed è misericordioso. Lui e Lui soltanto può decidere quando finirà la nostra sfida.
Proprio così, Serena continuava a soffrire senza capirne davvero la motivazione.
I genitori confessano: « Ci sentivamo impotenti davanti ad eventi così grandi. Quella più grande era la prova della nostra bambina.»
I Chiarello sono sempre stati una famiglia vicino alla fede, seppur non pregavano molto e non praticavano come si potesse immaginare. Una di quelle sere però Accursio, il papà della piccola, decise di mettersi vicino a Serena e pregare con lei e per lei.
La reazione della bambina, a vedere ciò che il padre faceva, lo lasciò attonito. Accursio infatti commosso ricorda le sue parole: «Papà, ti prego, non pregare per me. Prega per il mondo. C’è tanta gente che soffre: i malati, i peccatori, i poveri e i bisognosi!»
Scritto da Gabriella Licata | Categoria: Cultura | Pubblicato il 01/06/2024
Visibilmente piccoli, ma invisibilmente grandi. Visibilmente un mondo pieno di errori che genera orrore, ma lí, il mistero del Padre, che tutto trasforma, anche l’inguardabile, dentro e fuori. Così per ogni singolo uomo, così per il mondo intero, tutto per un bene superiore, dove l’ “IO” sarà trasformato in “TUTTI”. Il mondo non finirà mai, lui verrà per ogni/uno di noi, al momento opportuno, ogni/uno di noi avrà il suo ultimo giorno, all’infinito. Sarà sempre CIELO e TERRA, l’umanità non avrà fine. Aborti, famiglie dove non si rispetta il ciclo naturale e creativo fra uomo e donna, vuole mettere fine al ciclo vitale e naturale della vita. Guerre insensate dove non si conta più il numero degli innocenti, innocenti costantemente e da sempre violati della loro libertà, della loro innocenza, della loro purezza. Vuole mettere fine al progetto di Dio Padre, interrompendo il rigenerarsi dell’uomo, e lo fa servendosi delle nostre bassezze, ma il PADRE, il CREATORE, trasforma e lo farà all’infinito. La fine dei tempi , quelli bui, è dentro ogni/uno di noi, ecco perché colpisce l’amore, ma il freno ha il suo divenire trasformandosi in slancio. Un CIELO nuovo e una TERRA nuova, perché sempre rinnovati. È ciclico, dove si pone un limite tutto finirà, dove c’è un limite non c’è continuità, e quel limite che alberga in ogni/uno di noi potrebbe non esistere se ci si lasciasse trasformare, se ci si lasciasse trasfigurare a sua immagine e somiglianza, dando così continuità a questo misterioso progetto. Avere il coraggio di un tuffo dentro a quel tesoro inestimabile: “Il LIBRO”. Il libro della vita che è , e che resterà , la parte più profonda dell’ALBERO, il RESPIRO, DIO.
Scritto da Marilena Picci | Categoria: Cultura | Pubblicato il 29/04/2024
Nel nostro immaginario collettivo spesso non comprendiamo il valore di poter avere costante e libero accesso ai nostri luoghi di culto. Non capiamo quanto non sia scontato poter uscire di casa e avere la possibilità di andare a messa nella chiesa più vicina, che spesso è raggiungibile in poche centinaia di metri.
Questa libertà di poter manifestare la propria fede e unirsi in preghiera con altri credenti in luoghi di culto non è sempre stata possibile (per la religione cristiana) e non lo è tuttora in altre parti del mondo o per altre religioni.
Prima dell’Editto di Milano del 313, con cui l’imperatore Costantino riconobbe la libertà di culto a tutti i popoli da lui dominati, i cristiani si riunivano in abitazioni private (ecclesia domestica) o in semplici costruzioni riservate a scopi liturgici (domus ecclesiae). Di queste "case" restano poche tracce, anche se alcune antiche denominazioni sono passate a chiese ancora esistenti: per esempio, Santa Pudenziana, a Roma, prende nome da Pudente, proprietario della domus che si trovava in questo luogo.