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Scritto da Myriam Maglienti | Categoria: Cultura |  Pubblicato il 21/05/2026

«Se dovete scegliere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete, lo esigo, il bimbo. Salvate lui».

[S. Gianna Beretta Molla] 

 

Il giorno in cui Antonia mise al mondo la sua prima ed unica genita era una giornata luminosa. Nonostante il periodo autunnale, ricorda Antonia, sembrava di essere nella stagione primaverile, con una rigogliosa fioritura. All’arrivo in sala parto però gli astri sembrarono disallinearsi, i pianeti inclinarsi e la giornata sulla terra mutarsi con l’arrivo di un’incessante pioggia. 

Per avere quel momento di gioia non solo avevano dovuto attendere sette anni dal loro matrimonio, ma avevano anche invocato l’intercessione di più santi. L’incontro platonico con quella che per loro fu una nuova amica, Gianna, sembrò intensificare le preghiere, sciogliere le loro richieste, e avvertire le loro invocazioni come più forti, più potenti, più vicini a raggiungere l’orecchio di Dio Padre. 

In verità, sembrò solo trattarsi del giusto momento. A volte i nostri piani non combaciano con quelli del Signore, motivo per il quale, ciò che vogliamo arriva solo con e secondo i tempi non umani.

Dalle preoccupazioni nel portare avanti una gravidanza alla gioia nel sentire pronunciare qualche prima lallazione trascorsero due anni.

Fu nel mese di aprile dell’anno 1994 che Antonia e Pietro conobbero più vivamente il volto della cara amica Gianna. Era abitudine familiare accendere la televisione e, durante la messa domenicale trasmessa nella televisione nazionale, ascoltare con cura le parole del Santo Pontefice. Fu per voce del papa Giovanni Paolo II che sentirono parlare per la prima volta di una donna dalla storia commovente. Ecco che apparve Gianna. 

L’occasione per il quale se ne parlò fu quella di richiedere la Beatificazione per questa donna, madre, medico che si era distinta in vita; la stessa richiesta che veniva fatta in quell’opuscoletto che Pietro aveva consegnato ad Antonia due anni prima.

Esattamente in quella occasione e in quel momento Pietro rabbrividì.

Non riusciva a spiegarsi la realtà della coincidenza e provava a tornare in dietro con la mente. Il suo era un momento di profonda confusione, aveva timore di dire ciò che aveva visto alla moglie per paura di non essere creduto.

Così fece un respiro di sollievo e cercando di trovare le parole giuste si pronunciò alla moglie: «Antonia non so come sia possibile. Forse non mi crederai e forse ti sembrerà che mi stia sbagliando, ma credi a ciò che sto per dirti. Fidati di me. È lei la donna che ho incontrato due anni fa, è lei la donna che si è presentata quella mattina nei pressi del bar di San Michele. Quella che mi ha chiesto di te. La donna che mi ha fatto dono di questo libriccino.»

Mia madre rimase incredula nel sentire tale storia. Non era da Pietro sbilanciarsi nel dire tanto con così sicurezza e non era neanche da lui essere così imbarazzato nel raccontare tale storia. 

Mio padre, se pur uomo di forte fede, è sempre stato molto lucido e difficilmente vanificava con i racconti. Qualcosa quel giorno era davvero successo, bisognava andare a fondo alla situazione.

 

Vi invito a pazientare nella lettura, presto vi racconterò i dettagli.

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