Scritto da Gabriella Licata | Categoria: Cultura | Pubblicato il 06/11/2025
Domanda : “Cos’è per me la PREGHIERA”?
Certamente un atto di fiducioso abbandono, un atto che lascia per ritrovare, lasciare l’odio che giustifica se stessi e quindi il mondo: questo mi INSEGNA la preghiera nella PERSONA di CRISTO RE. Mi insegna che la Preghiera è un atto di Fede che si chiama anche : coraggio, decisione, abbandono alla conoscenza della parola, e tutto diviene cammino.
Insegnare: “SEGNARE DENTRO”. Quello che ha fatto Gesù con i suoi preziosi insegnamenti.
Gesù con la sua parola …ma ancor di più con il suo sacrificio d’AMORE che ha fatto vera ogni sua parola, ci ha SEGNATI profondamente per l’ETERNITA’. Lo preghiamo per amore, affinché resti con noi fino a diventare lui, fino a diventare noi stessi preghiera come ha fatto lui. Noi diventiamo ciò che amiamo e ciò che amiamo lo curiamo. Attraverso la preghiera lui diviene il senso della vita divina alla quale siamo chiamati. Ecco in cosa deve trasfigurarsi il cuore dell’uomo: “ In un amore che si eleva da terra, e che al culmine della sua maturazione, è solo proteso verso il cielo. Un cambiamento radicale, che ci insegna a superare ogni nostra rigidità, ecco il senso del panno nuovo sul vestito vecchio, un cuore vecchio totalmente eclissato da un cuore nuovo, un cuore trasfigurato in Cristo. “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto”. (RM 12.2)
Le ultime parole di Gesù sulla croce sono state: “TUTTO è COMPIUTO”. Era al culmine del suo sacrificio, perché il sacrificio era perfetto; ha raggiunto il suo massimo livello, il suo apice, Giustizia è stata fatta, il piano di Dio Padre si è realizzato. Questo ha sconfitto il mondo e ha vinto la morte- VITA. IL dolore è sconfitto per sempre. Noi realizziamo la sua parola e facciamo giustizia, solo quando siamo così coraggiosi e così veramente trasformati dal suo amore, da poter sconfiggere quell’unica volta, quell’unica morte che conta e che ci fa veramente suoi. Se non si supera la soglia di una mentalità assolutamente chiusa, non conosciamo Gesù e non diamo compimento né al suo sacrificio né al nostro, perché la mentalità chiusa è una legge che esclude l’amore.
Se non attraversiamo con fiducioso abbandono, non attraversiamo, perché la paura ci frena, se non attraversiamo con un cuore vivo e pulsante, a nulla serve il dolore, a nulla serve la nostra falsa fede, a nulla serve la guerra, a nulla serve la preghiera. Cristo è questo, solo cosi la preghiera trova il suo compimento e sarà ascoltata. Solo un peso-leggero vola in alto e solo se coraggiosamente affidato. Bisogna lasciare le reti per avere un buon pescato.
Abbi pietà di me, abbi pietà di noi; questa è la preghiera che recentemente il mio cuore urla al cielo. Semplice, ma piena di tutto ciò che serve ad intenerire il cuore di DIO PADRE, perché scarno di parole ma ricche di un cuore che si fa carne. Ecco la preghiera del cuore, dove il “PARACLITUS”, colui che ci è sempre vicino, in unione con il Padre, soffia il vento dello SPIRITO SANTO, che apre la via che ricongiunge al CUORE di DIO. Se conosciamo il figlio conosciamo il Padre e se conosciamo il Padre conosciamo il figlio: si parla di un rapporto filiale indissolubile, che nella loro unione d’amore riversa su noi lo Spirito Santo ,l’unica persona fatta di tre persone che salva il mondo con grazia e per grazia, e che trova compimento nel DONO D’AMORE. Se consegniamo a DIO possiamo anche volare, se preghiamo con Dio e per Dio “voliamo”. Tanto più si apre il mio cuore, tanto e di più si manifesta la promessa: “SARO’ CON VOI FINO ALLA FINE DEL MONDO”. Fino alla fine dei tempi imposti dal mondo, perché presumo che con Dio Padre non ci sarà più il tempo: saremo anche al di sopra del tempo stesso.
Non credo sia vero quando qualcuno asserisce che Dio Padre non ha bisogno di noi; allora perché chiamarlo PADRE?, quale padre o madre non ha bisogno dei suoi figli! Secondo una posizione di potere forse no, ma Dio è amore, lui ci ha creati per un progetto d’amore. Ha bisogno di noi per dare compimento al suo amare e noi abbiamo bisogno di lui per dare compimento al nostro esistere. E’ esattamente l’amore filiale fra Dio PADRE e CRISTO RE, che attraverso la loro unione d’amore effondono lo SPIRITO SANTO. Noi siamo CHIAMATI a fare lo stesso già in terra, ad imitarli, ad amarci gli uni gli altri - il primo dei comandamenti , il più grande, che si rivela così potente da poter cambiare un cuore e di conseguenza il mondo intero. Un’effusione di amore che contagia, un atto d’amore che ha il suo inizio attraverso la preghiera, attraverso uno sguardo al cielo, ed è esattamente in questo istante che inizia la RELAZIONE. Lui per primo chiama, ma la comprensione della preghiera avverrà dopo. Dopo un percorso, dopo aver aperto il cuore, perché donato veramente e onestamente a lui solo. L’unico che scruta e che sa di cosa ha bisogno il nostro fragile cuore.
Con Dio Padre tutto ciò che è mondano, in cielo trova sempre il suo contrario, il male si trasfigura in bene, il buio diviene luce. La preghiera è il patto di alleanza, è un incontro reciproco della verità suprema con la verità della miseria terrena “io”; incontro che si realizza solo se si desidera con tutto il cuore, l’anima e la mente, un atto di FEDE, SPERANZA e CARITA’, umile carità, perché abbandonarsi è abbassarsi al Padre con cuore sincero, è un azione che al contempo eleva l’anima, la mente, lo spirito, li innalza al cielo vicino alla divina provvidenza.

Né sacrificio né olocausto ma la partecipazione totale del cuore, questa è la preghiera, questo è l’unico sacrificio non finalizzato ad un atto esteriore, ma la totale compartecipazione dell’esterno con l’interno e viceversa, compartecipare per comprendere il compatire. La preghiera non è un atto finalizzato a incessanti richieste, ma è un meraviglioso incontro fra un cuore umanamente fragile che si fida di ciò che l’infinitamente grande decide per lui, e che lo ama comunque vadano le cose, perché il suo bene e la sua volontà vanno ben oltre le nostre limitate visioni. L’ascolto di un cuore che decide secondo Dio ”sana obbedienza”, è essenziale alla preghiera; Abramo, uomo di preghiera, come tanti altri padri della chiesa, spesso, nell’esprimerla, non veniva esaudito. Questo è l’aspetto più drammatico della preghiera, dove il Padre mette alla prova la fedeltà dell’uomo nella fedeltà di Dio. E’ chiaro che lo scopo fosse quello di accrescere la fede di Abramo come quella di tanti altri padri, come la nostra, perché è lo scopo che vale la vita eterna e che deve superare il dolore terreno.
I nostri padri, ci hanno insegnato a pregare, ci hanno insegnato che la via della preghiera diviene “missione di vita” in tutte le cose, in tutto ciò che facciamo e che siamo. Sottomissione che innalza, lode e contrizione, sono le qualità che NOSTRO PADRE gradisce nella preghiera del cuore. I nostri pastori e profeti ci hanno insegnato a pregare. La venuta di Cristo darà poi compimento alla preghiera dei nostri predecessori, facendosi esso stesso preghiera. “Quando sarò innalzato sulla croce, tutti verranno a me”; la preghiera è l’elevazione dell’anima, l’elevazione di Cristo non solo sulla croce in maniera visibile, ma al cielo. Ha fatto si che la preghiera “ CRISTO” avesse il suo compimento attraverso la croce, così anche in noi, la preghiera ha il suo compimento attraverso la croce, “la sofferenza” non come desiderio ma come arma che purifica. La croce visibile e quella invisibile sono la cooperazione dell’ uomo interiore con il mondo, senza che esso possa travolgerci.
Ecco che la “LEGGE” trova il suo compimento nell’amore vero, nel dono totale di sé , un atto di fede che si realizza nella fedeltà e nel fiducioso abbandono, abbandono che ci ricorda inevitabilmente la mirabile preghiera di CRISTO dinnanzi alla morte dell’uomo : “ Padre, se vuoi allontana da me questo calice, ma sia fatta la tua e non la mia volontà”. ( LC 22,42). L’angoscia che attraversa l’ANIMA di Gesù è immensa , ma al contempo la preghiera di totale sottomissione e fiducioso abbandono al Padre è decisamente più grande. Questo mi richiama ardentemente alla preghiera del cuore, una preghiera destinata a diventare missione nella nostra quotidianità; essa alberga in noi fin dal battesimo, fin dalla CREAZIONE- fin dalla mia creazione-, deve avere ogni giorno voce, deve essere più del canto delle sirene, qualcosa che attira in maniera inesorabile. La preghiera, una missione interiore destinata a diventare missione che si fa serva di tutti e tutto.
La preghiera di Gesù è stata una preghiera fiduciosa, il suo pianto, le sue paure, donati al Padre, hanno operato la salvezza, hanno sconfitto la morte. “Nei giorni della sua vita terrena, egli offrì preghiera esuppliche con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte, e per il suo pieno abbandono a lui venne esaudito. Pur essendo figlio, imparò tuttavia l’obbedienza delle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono”. (EB 5,7-9 )
Obbedire al Padre significa liberarsi dalla schiavitù dell’uomo per essere creature finalmente nuove, libere, otri nuovi con vino nuovo, che non indossano più vesti rattoppate con il panno nuovo, ma chiamati ad essere uomini totalmente nuovi. E’ Gesù che ci ha segnato e insegnato a pregare, perché con il suo sacrificio, ha aggiunto l’ingrediente mancante:” l’AMORE, conformando il cuore alla volontà del Padre, potente al punto tale, da riuscire a sconfiggere anche la morte. Questo è la preghiera, questo è Cristo e questo possiamo essere anche noi. Uomini e donne forti, perché innamorati dell’amore.

Tutta la storia della creazione è intrisa di preghiera; “ Dapprima invocazioni, grida, pianti, ringraziamenti, benedizioni, richieste, donazioni, lamenti, poi con Cristo tutto si trasforma in speranza, con la redenzione di Cristo, il CUORE dell’uomo cambia e la preghiera assume un nuovo volto: “ quello dell’AMORE”. Ecco manifesto pienamente il più grande dei comandamenti :” Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. Non più un amore confinato, recluso e schiavizzato secondo l’ideologia del mondo, ma che esce dall’ io per divenire un noi. Una preghiera di SPERANZA, oggi più che mai viva con il pontificato del nostro amato Papa Francesco, che ha elevato e riabilitato fortemente la speranza nel cuore dell’uomo visto i tempi che ci attraversano. Ma ancora più buono è stato il Padre ONNIPOTENTE che alla speranza di Francesco, con l’avvento del nostro attuale Papa Leone, ha dato compimento alla BONTA’, perché questo è il tempo della bontà, perché questo è il tempo di diventare buoni.
Concludo con le parole di S. Agostino che riassume le tre dimensioni della preghiera di Gesù: ”Prega per noi come nostro sacerdote- ovvero “Intercedi presso il Padre per l’umanità”- Prega in noi come nostro capo - ovvero ”In quanto capo della chiesa che è il suo corpo, ci tiene uniti a se attraverso lo Spirito Santo, e la nostra preghiera anche se imperfetta, è gradita perché ci tiene uniti a lui”- Prega in noi come nostro Dio-ovvero ” Riconosciamo in LUI la nostra voce, e in noi la sua voce in quanto riconosciamo la sua divinità e la sua sovranità”. In tutte le cose sempre lui. Al suo corpo ferito, a quel corpo che non ha proferito parola ma che ha parlato in silenzio, è necessario restituire ciò che merita, la Luce che ritorniamo a lui TRASFIGURA anche noi, non c’è nulla di eguale. Non c’è nulla e nessuno che come DIO sappia ricevere odio per RESTITUIRE solo AMORE.
Gesù ci insegna ad attraversare le sue ferite, nell’attraversare si deve lasciare l’uomo vecchio per ritrovare l’uomo nuovo. Non più concentrati su sé stessi; il piccolo è chiamato ad essere ancora più piccolo e a guardare ai piccoli. Il dentro si fonde con il fuori. Un fuori che oggi lascia disarmati, ma solo esteriormente, perché il cuore ha la capacità di essere più forte delle armi stesse, se in UNIONE con DIO. Questa indicibile sofferenza ci vuole certamente insegnare cos’è il vero amore. Noi uomini siamo tutti uguali e la loro sofferenza come la loro felicità ci riguarda. In tutti i corpicini sfigurati dall’ uomo, in tutte le vite sfigurate dall’uomo, vedo manifestata la potenza di Dio che vuole rimettere in moto tutti i cuori, tutti proiettati verso l’universo, “l’unico verso, l’unico senso”. Questo farà la forza che riporta la PACE. Loro come Cristo, il segno del sacrificio perfetto, che ha vinto la morte e destinati alla felicità eterna. Noi siamo in vero pericolo, sadici che devono convertire i loro cuori. Questo eco di profondo dolore, è giusto che riecheggi nei nostri pensieri , ed è necessario che diventino parte integrante della nostra preghiera, pregare così “SOLLEVA”, perché senza un noi non esiste DIO, e non c’è il compimento di nulla.
E’ storia, questo invece è il tempo della bontà, è il tempo di essere coraggiosi e nel nostro piccolo siamo chiamati inesorabilmente a cambiare direzione, a cambiare mentalità, a seguire quel vento che non sai da dove viene ne dove va ma che salva. Già questo è un grande contributo di fedeltà e quindi anche un grande contributo che da il senso alla salvezza dei più piccoli, degli INNOCENTI che a loro volta ci salvano, ecco manifestato “GLI UNI GLI ALTRI”. Questo è il vento dello SPIRITO che opera in tutto e ovunque, a partire dalla PREGHIERA, a partire da CRISTO RE.

Le immagini che seguiranno, spero servano a farci vivere il SENSO della preghiera, come meditazione sul tema del Dolore personale e umano, questa è una preghiera che SEGNA dentro, il primo passo per predisporre mente e cuore all’amore vero. Cristo ha in-SEGNATO la preghiera a partire dal TOCCO delle guarigioni e poi quella comunitaria attraverso i miracoli visibili a tutti, e solo quando misteriosamente lo riteneva opportuno. Ha tracciato un percorso, ci ha indicato la via della PREGHIERA che è fatta di gesti di FEDE….SPERANZA e CARITA’.
Buon cammino
Grazie
*La famiglia è il luogo dove si impara a PERDONARE, PREGHIAMO per la famiglia.
*L’opera che segue rappresenta madre e figlio, una storia che è SEGNATA dalla croce ma che opera redenzione. ( Israele 2025 ).



