Comunità in Polonia (Czestochowa )

La Montagna del Perdono nacque come frutto del lavoro che la comunità di Czestochowa con i bambini, i poveri e gli ammalati. Per questi ultimi la comunità, avendo avuto in dono presso la “Casa di Maria” un ambulatorio per curare gratuitamente gli ammalati, alcuni medici diedero la loro disponibilità per lavorare come volontari in questa struttura. Molti ammalati poveri furono curati gratuitamente. La situazione economica della Polonia era difficile, pochi potevano avere le cure necessarie in un modo adeguato. Si fece sentire il bisogno di allargare questo ambulatorio, inoltre bisognava provvedere a tutte le altre necessità della gente povera. Nacque così l’idea di realizzare la “Piccola Cittadella della Misericordia”. Per allargare il progetto iniziale, soprattutto quello ambulatoriale, era necessario avere anche un numero importante di medici volontari, i quali andavano preparati in vista di questa missione. A tal proposito ebbero inizio, per questa formazione, le Conferenze Internazionali dei medici, con il benestare del Ministero polacco della sanità. Facendosi sempre più pressante la necessità di aver maggio spazio per la nostra attività apostolica, decidemmo di prendere un terreno. Al momento dell’acquisto non conoscevamo l’importanza spirituale di quella deserta montagna e tanto meno il disegno che Dio aveva intenzione di realizzare. Scoprimmo che quel luogo era il primo punto da cui i pellegrini, che si recavano davanti alla Madonna di Czestochowa, potevano scorgere il famoso Santuario. I fedeli provenienti dalle diverse parti della Polonia per recarsi dalla Madonna Nera sostavano sulla montagna e si riconciliavano gli uni con gli altri chiedendosi perdono a vicenda, per poi proseguire tutti insieme il pellegrinaggio pregando. Approdando alla montagna si scopre quindi un mistero…quello del perdono di Dio. Questa è “la montagna del perdono e della riconciliazione”. Si può dire che non è stato l’uomo a volere questo luogo per il culto, ma Dio stesso creò le circostanze e le occasioni per realizzare un santuario dedicato a Padre Pio, grande apostolo della riconciliazione. In genere una chiesa nasce dove c’è gente, questo santuario, invece, è nato dove non c’era nessuno. Una tale realizzazione è solo frutto di fede e obbedienza ai superiori e al vescovo. È importante sottolineare che in quel periodo la Polonia era sotto il regime comunista tanto che dopo la vendita, i capi, allora al poter, chiesero ai propri concittadini come mai avessero venduto ad un sacerdote una terra tanto importante in cui era incluso anche un parco naturale con riserva di animali. Questo ci fa chiaramente capire che il Signore, nella infinita Misericordia, ha voluto che gli Apostoli di Gesù Crocifisso diventassero suoi collaboratori nel manifestare al mondo l’opera di perdono e riconciliazione che da secoli beneficia i molti pellegrini che vengono sulla Montagna del Perdono. Avendo compreso il senso del luogo, dove la Divina Provvidenza ci aveva portato, era chiaro per noi Apostoli di Gesù Crocifisso e discepoli di padre Pio riconoscere e vedere in quel luogo anzitutto Gesù che versa sangue per i sofferenti. Abbiamo così voluto elevare il mistero del perdono e della riconciliazione che già era sulla Montagna. Per questo l’arcivescovo conoscendo il fatto, disse che il luogo doveva mantenere il nome di “Montagna del Perdono”. In occasione della Solennità dell’Immacolata del 1989 il vescovo di Czestochowa benedì la Cappella costruita dalla comunità e manifestò il desiderio che il locale potesse diventare anche mensa dei poveri. Il locale dovette svolgere una doppia funzione, quella di servire da luogo di culto ed inoltre essere anche mensa dei poveri. Si realizzò, quasi naturalmente, l’idea nostra di dare non solo il cibo corporale ma anche quello spirituale. Con grande nostra sorpresa, nel Natale del 2001 il vescovo, durante la visita annuale, per la santa Messa e la cena con i poveri, manifestò il desiderio di costruire sulla Montagna del Perdono non una semplice chiesa ma un santuario intitolato a padre Pio. Padre Eugenio felice della proposta ricevuta rispose che avrebbe dovuto prima chiedere al fondatore a San Giovanni Rotondo e nella stessa occasione pregare padre Pio. Si recò allora dal padre fondatore il quale approvò l’idea. Dopo la preghiera a padre Pio, prese il proposito di chiedere anche il parere del Santo Padre Giovanni Paolo II. Non sapeva come fare per incontrarlo, ma mentre si trovava nella casa di accoglienza dei pellegrini polacchi, gli fu chiesto dal responsabile di questa se volesse andare all’udienza Generale del Papa. In quell’occasione ebbe la grazia di partecipare all’incontro e di presentare il progetto al Santo Padre.