Missioni parrocchiali

LE MISSIONI AL POPOLO E LA NUOVA EVANGELIZZAZIONEl

Si parla molto oggi, nella Chiesa di evangelizzazione e di missione. Non c’è documento della Chiesa a cui non si faccia cenno. La missione, infatti, costituisce il primo servizio che la Chiesa è chiamata a rendere a ciascun uomo e all’intera umanità nel mondo odierno, il quale conosce stupende conquiste, ma sembra aver smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza. La missione, dunque, riguarda tutti i cristiani, tutte le Diocesi, parrocchie, le istituzioni e associazioni ecclesiali. (cf. Redemptoris Missio, 2). “La missione rinnova la Chiesa, rinvigorisce la fede e l’identità cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuova motivazione”. (RM, 2). Il documento “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia” della conferenza episcopale italiana, nel tracciare il cammino dei primi dieci anni della Chiesa nel terzo millennio aveva affermato che: “ Comunicare il Vangelo è il compito fondamentale della Chiesa. Questo si attua, in primo luogo, facendo il possibile perché attraverso la preghiera liturgica la parola del Signore contenuta nelle Scritture si faccia evento, risuoni nella storia, susciti la trasformazione dei credenti. Ma ciò non basta. Il Vangelo è il più grande dono di cui i cristiani dispongono. Perciò essi devono condividerlo con tutti gli uomini e le donne che sono alla ricerca di ragioni per vivere, di una pienezza di vita. (n. 32). I Vescovi, inoltre sottolineano che per concretizzare questo programma occorre “una conversione pastorale” (n. 46), in modo tale da arrivare ad una “fede adulta e pensata”. (n. 50). Anche Paolo VI nei documenti “Evangelii Nuntiandi” (n. 3) e nel “Evangelium Viate” (n. 5), aveva affermato che “le condizioni della società ci obbligano a rivedere i metodi, a cercare con ogni mezzo di studiare come portare all’uomo moderno il messaggio cristiano” La missione popolare, in effetti, è una modalità specifica di annuncio straordinario del Vangelo, proclamato da evangelizzatori animati dalla forza dello Spirito e con il mandato della Chiesa. La missione al popolo costituisce un momento forte di comunicazione del Vangelo. Essa ha una lunga e feconda tradizione. Da tanti secoli svolge un prezioso servizio per risvegliare la fede e la vita cristiana, portando frutti di conversione e di fervore. Fare la missione, quindi, non è solo mettere in piedi una serie di attività, ma è far scoprire agli uomini la bellezza dell’incontro con Cristo e la sua Chiesa. Pertanto, vista la sua validità deve essere tenuta in grande considerazione nella pastorale. Essa pur essendo un evento straordinario, deve tuttavia inserirsi nella pastorale ordinaria al fine di realizzare una pastorale missionaria. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, nell’ Esortazione Apostolica post-sinodale “Catechesi tradendae” a tal proposito ribadisce che: “Le missioni tradizionale, spesso abbandonate troppo in fretta, e che sono insostituibili per un rinnovamento periodico e vigoroso della vita cristiana bisogna appunto riprenderle e rinnovarle. È ovvio che la missione al popolo è rivolta a tutti indistintamente sia ai vicini e ai lontani. Sono appunto i lontani, dice il documento Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, che dobbiamo avvicinare con cura. Essi: “pur non avendo rinnegato formalmente il loro battesimo, spesso non ne vivono la forza di trasformazione e di speranza e stanno ai margini della comunità ecclesiale. Sovente si tratta di persone di grande dignità, che portano in sé ferite inferte dalle circostanze della vita familiare, sociale e, in qualche caso dalle nostre stesse comunità, o più semplicemente sono cristiani abbandonati, verso i quali non si è stati capaci di mostrare ascolto, interesse, simpatia, condivisione. (n. 57). Il compito della missione riguarda tutti noi, nessuno ne è escluso, ognuno secondo il proprio stato di vita e carisma è chiamato dal Signore ad essere testimone del suo amore per noi. Tutti dobbiamo, quindi, annunciare il Vangelo, infatti, “I fedeli laici, proprio perché membri della Chiesa, hanno la vocazione e la missione di essere annunciatori del Vangelo: per quest’opera sono abilitati e impegnati dai sacramenti dell’iniziazione cristiana e dai doni dello Spirito Santo […]. In quanto partecipi dell’ufficio di Cristo sacerdote, profeta e re, i laici hanno la loro parte attiva nella vita e nell’azione della Chiesa. (Esortazione Apostolica post-sinodale di Giovanni Paolo II, Christifideles laici, n. 33). Il mandato missionario di Gesù “andate e predicate il Vangelo”, susciti nella Chiesa uomini e donne generosi che con la loro testimonianza e dedizione apostolica possano essere al servizio della missione. Gli articoli 91 e 96 delle nostre costituzioni, nella sezione dell’apostolato specifico del nostro Istituto, prevede le missioni al popolo e parrocchiali: “I membri dell’Istituto siano aperti alle missioni al popolo e si esercitino ogni anno presso le parrocchie dove sono le loro case, per svolgere poi, a giudizio del Superiore Generale consultato il suo consiglio, le missioni altrove, a richiesta dei parroci”. Le esperienze delle missioni parrocchiali si sono sempre dimostrate coinvolgenti e dove abbiamo potuto constatare la presenza dello Spirito Santo e la bellezza e attualità del nostro carisma e l’efficacia della metodologia insegnataci dal padre fondatore