Scritto da Maria Grazia Labellarte | Categoria: Cultura | Pubblicato il 03/08/2024
Nel lontano 2009, l' Avvenire a riguardo della Lingua Italiana Segni scriveva : " Le mani sono le loro parole e si rimane incantati nel vedere come, con i gesti, riescano a cantare insieme alle altre voci del coro " . E poi continuava " anche i non udenti sono parte della Chiesa, chiamati in modo attivo e con il proprio linguaggio ad essere annunciatori della Parola di Dio".
La Lingua dei Segni Italiana (LIS) è una lingua naturale, con una propria struttura grammaticale e lessicale, utilizzata dalla comunità sorda in Italia. Non è semplicemente un sistema di gesti ma un linguaggio vero e proprio, con una storia e un'evoluzione propria, un mondo proprio.
Si calcola che le origini della LIS si perdono nel tempo, forse nata in modo indipendente da altre lingue dei segni, probabilmente durante il periodo medievale, quando le persone sorde erano spesso riunite in comunità specifiche, ma ciò rientra in ipotesi. Si sa però che l' uso di segni per la comunicazione tra persone sorde era già presente in epoca romana, come testimonia la presenza di immagini di segn isu monete e sculture.
Scritto da p. Michele M.Momoli | Categoria: A Proposito di Noi | Pubblicato il 26/07/2024
Gli ultimi due Capitoli Generali (2014; 2021) ci hanno fatto comprendere sempre di più come sia necessario riscoprire gli scritti del fondatore per tenere vivo il carisma che lo Spirito santo ci ha dato attraverso di lui. La riscoperta degli scritti del fondatore è fondamentale per la formazione dei candidati alla vita consacrata che si affacciano al nostro Istituto e non hanno potuto, come molti di noi, conoscere direttamente il fondatore. Per molti anni le diverse collane (dieci in totale) erano a disposizione per noi religiosi e per i laici solamente in italiano. Questo ha rappresentato un limite nel far conoscere la ricchezza spirituale, il pensiero del fondatore e la realtà dell’Opera “… al servizio della Divina Misericordia”, da lui fondata.
Scritto da p.Michele M.Momoli | Categoria: Formazione | Pubblicato il 20/07/2024
In uno dei recenti convegni nazionali sulle vocazioni ha seguito la bellissima testimonianza di S.E. mons. Paolo Bizzeti SJ vescovo in Anatolia. Considerando che “l’indirizzo strategico degli AJC per i prossimi sei anni vuole orientarsi decisamente sulla pastorale giovanile” (cf. PC Vocazioni 1, p.16) potremmo trarre dalle parole del vescovo gesuita degli spunti interessanti.
Scritto da p. Tommaso Pio Fatone | Categoria: A proposito di noi | Pubblicato il 12/07/2024
A due passi dai bastioni del maestoso santuario di Jasna Gora in Czestochowa - cuore spirituale della Polonia, che custodisce la sacra icona della Madonna nera -, ospitati nello stupendo complesso dei padri pallottini, gli Apostoli di Gesù Crocifisso hanno vissuto, dal 1° al 5 luglio, l'annuale esperienza degli esercizi spirituali, momento essenziale per ritemprarsi, e trovare nuovo slancio nel cammino spirituale e nell'azione pastorale.
Gli esercizi, predicati anche quest'anno e per la terza volta consecutiva dall'eccellente e fine biblista p. Ernesto Della Corte, hanno approfondito il tema della preghiera, colta come relazione profonda con Dio, a partire dall'ascolto della sua Parola. Vero nutrimento dell'anima, la Parola - se amata, meditata e pregata giorno e notte - diventa sorgente che continuamente zampilla dal cuore orante.
Nell'amore alla preghiera noi Apostoli di Gesù Crocifisso in verità troviamo, sull'esempio luminoso e inimitabile di san Pio da Pietrelcina, l'essenza principale della nostra missione (cfr. Cost. AJC, 2).
La preghiera, però, lungi dall'essere parolaia - quasi si pretenda di convincere Dio a forza di parole -, sgorga piuttosto da un cuore innamorato che tende all'Amato già prima del sorger dell'aurora, come canta il salmista (cfr. Sal 63,2), in una ricerca di Dio senza fine.