Carisma e spiritualità

1) Nel contesto della spiritualità dell’ “Opera al servizio della Divina Misericordia” gli aderenti all’Istituto degli “Apostoli di Gesù Crocifisso”, sia i membri propriamente detti sia gli aggregati o associati, si propongono di amare la disponibilità anzitutto verso Dio, nell’ascolto interiore e nel confronto paziente e costante con la sua Parola e la sua Vita e nell’accettazione amorosa della sua volontà; in secondo luogo verso i Superiori, veri rappresentanti del Signore su questa terra, e verso il prossimo, specialmente quello bisognoso e sofferente. 2)Con il loro apostolato si devono distinguere sia nel portare a tutti la Parola di Dio per formare mentalità e vita di fede, sia nell’avvicinare tutte le persone, con particolare preferenza quelle visitate dal dolore e dalle diverse prove della vita, per sollevare e valorizzare la loro sofferenza fisica, morale e spirituale. Gli “Apostoli di Gesù Crocifisso” si propongono di formare dei cultori ed animatori della preghiera e del sacrificio: ognuno di loro deve scoprire e far scoprire nella preghiera e nel sacrificio la più grande arma per l’apostolato e per la salvezza delle anime. 3)La loro specifica spiritualità consiste nell’amare e far amare Gesù Crocifisso, per trovare e far trovare la forza di elevare a Dio la propria sofferenza, in preghiera di lode e di salvezza. A questo scopo essi, oltre alla centralità in Gesù Crocifisso, hanno come modello di vita spirituale Maria SS., per la sua piena disponibilità a tutto il mistero della salvezza, e San Pio da Pietrelcina, esempio di vita e di apostolato erompenti dalla Parola di Dio, dalla preghiera e dal sacrificio, di cui sempre meditano pure gli scritti.

Fondatore

Don Domenico Labellarte nasce a Valenzano (Bari) il 17 maggio 1921. A 9 anni avverte fortemente la chiamata al sacerdozio e alla vita missionaria. Nel 1936 entra nel Seminario Arcivescovile di Bari; dal 1941 risiede nel Collegio Capranica, mentre frequenta gli studi presso l'Universita' Gregoriana. A causa della salute cagionevole, il Rettore del Collegio Capranica gli consiglia di tornare a casa, manifestandogli le sue perplessita' sulla realizzazione della sua vocazione al sacerdozio, da lui tanto desiderata. Il 31 Gennaio 1943 lascia Roma, carico di libri e di delusione. In tali condizioni di spirito, arrivato alla stazione di Benevento, si ricorda di un frate chiamato Padre Pio, di cui aveva sentito parlare da una sua cugina. Decide di fermarsi a Foggia e proseguire per San Giovanni Rotondo. Il 2 febbraio 1943, si confessa da P.Pio e gli chiede piangendo : Saro' sacerdote?”. Il Frate lo rassicura con queste parole : “Si, sarai sacerdote ed anche missionario”. Dopo due mesi, perfettamente ristabilito in salute, riprende gli studi. Da quel momento la guida, l'incoraggiamento e i consigli del Santo Frate Cappuccino lo sosterranno per un arco di ben ventisei anni di vita.

Storia

Al momento della morte di San Pio da Pietrelcina (23 settembre 1968) l’ “Opera al servizio della Divina Misericordia” comprendeva, al fine della realizzazione delle ispirazioni avute da don Domenico Labellarte nel maggio 1943, a livello associativo, cioè senza una consacrazione, l’avviarsi di quanto poi avrà il nome di “Catena della grande Misericordia”, la cui spinta iniziale era venuta da San Pio stesso già nel 1943 e che voleva legare alla Madonna e tra di loro in vista di un apostolato fecondo Vescovi, Sacerdoti e Diaconi regolari e secolari, e l’associazione che poi si chiamerà “Movimento Apostolato della Divina Misericordia” rivolta ai laici. A livello, invece, di consacrazione specifica l’Opera comprendeva nel ramo femminile l’Istituto secolare delle “Ancelle della Divina Misericordia”, che il 26 luglio 1967 già aveva ottenuto la prima approvazione pontificia, e nel ramo maschile per i sacerdoti la “Pia Unione Sacerdoti della Divina Misericordia” e per i laici la “Pia Unione Servi della Divina Misericordia”, successivamente unificate come Istituto secolare clericale dei “Servi della Divina Misericordia”. Davanti alla salma di San Pio, presso la quale don Domenico poté sostare da solo dalle ore 8 alle 8,30 di quel 23 settembre, egli ebbe un’altra forte ispirazione. Fu come se San Pio stesso gli suggerisse: “Integra l’Opera: innalza il mistero della Redenzione, Passione, Morte e Risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, che tu hai visto realizzato in me!”. Egli comprese che l’Opera andava completata con due istituti religiosi, uno maschile e l'altro femminile, che amassero e facessero amare la preghiera e il sacrificio, giacché il mistero dell’Incarnazione non può realizzarsi in noi senza la nostra accoglienza della Croce. Confermato in questa ispirazione all’inizio del 1971 a Collevalenza da Madre Speranza di Gesù, don Domenico prudentemente cominciò a reclutare le prime persone desiderose di vivere quell’ideale, cominciando già nel 1971 con il ramo femminile. Il 25 marzo 1973 S. E. Mons. Michele Mincuzzi, ausiliare di Bari, costituì in un’unica Pia Unione l’incipiente sodalizio “Apostoli e Apostole di Gesù Crocifisso”, che in seguito, però, seguì un cammino giuridico distinto, nella divisione tra ramo maschile e femminile. Nel 1975 un nutrito gruppo di seminaristi, tra cui nove italiani e nove francesi, alcuni dei quali avrebbero dovuto iniziare il ramo maschile degli “Apostoli di Gesù Crocifisso”, entrò al fine della formazione teologica nel Pontificio Seminario di Chieti. Nel 1977 essi furono accolti nella Diocesi Suburbicaria di Palestrina, dove iniziò l’iter per l’approvazione come istituto religioso di diritto diocesano.

GLI APOSTOLI DI GESU' CROCIFISSO

Siamo un istituto religioso maschile che ha iniziato ad esistere nel decennio degli scorsi anni Settanta. Fondatore ne è il Padre don Domenico Labellarte. Da lui, sotto la guida di San Pio da Pietrelcina, già a partire dal 1943, si è sviluppata l’"Opera al servizio della Divina Misericordia" ed è a completamento di questa che alla morte dello stesso San Pio il 23 settembre 1968, il Padre, don Domenico ha avuto l’ispirazione di dar vita al nostro Istituto, sia in un ramo maschile che in un ramo femminile ("Apostole di Gesù Crocifisso"). Come istituto religioso, noi "Apostoli di Gesù Crocifisso", ci inseriamo nel grande ramo della vita consacrata, sorto, praticamente, con la Chiesa stessa. La vita consacrata, come illustra al capitolo VI la Lumen Gentium, nella radicalità del dono di se stessi a Dio mediante i voti - che si riportano ai consigli evangelici della verginità, povertà e obbedienza -, e la possibile convivenza comunitaria, "meglio testimonia la vita nuova ed eterna acquistata dalla redenzione di Cristo e meglio preannunzia la futura risurrezione e la gloria del regno celeste" (n° 44). Ed è dall’unione con Cristo Sposo che scaturisce anche l’anelito apostolico e missionario inerente alla nostra vita di consacrazione. L’aspetto specifico della vita cristiana sottolineato dal nostro Istituto è quello dell’unione a Gesù Crocifisso, condizione affinché la sua Risurrezione possa essere in noi efficace (cfr. Rm 6,5; 8,17; Fil 3,10). I binari che vogliamo seguire in questa spiritualità sono l’affidamento completo di noi stessi alla Vergine SS. lasciandoci permeare di lei e della sua disponibilità al piano di Dio, e la scuola dell’esempio e degli scritti di San Pio da Pietrelcina. Al momento il nostro Istituto è di diritto diocesano (approvazione nella diocesi suburbicaria romana di Palestrina). Tuttavia, essendo legato al diffondersi a livello mondiale delle associazioni e degli istituti secolari dell’"Opera al servizio della Divina Misericordia", alcuni dei quali sono già di diritto pontificio, è presente oltre che in Italia, in Polonia, nella Repubblica Centroafricana e nelle Filippine, in Germania e in America Latina. Vi sono anche membri "aggregati", uomini sposati, vedovi o celibi, che emettono promesse o voti secondo la spiritualità dell'Istituto e che di norma non vivono in comunità.

La formazione di chi si consacra totalmente a Dio nel nostro Istituto segue le seguenti tappe:

ASPIRANTATO

Quando un giovane manifesta il desiderio di abbracciare la forma di vita dell'Istituto, viene aiutato maturare una scelta libera e responsabile con una più forte esperienza di vita cristiana e con l'approfondimento del senso della consacrazione battesimale, in cui si radica la consacrazione con i voti. Viene invitato a trascorrere periodicamente qualche tempo in una delle Comunità dell'Istituto, iniziandolo discretamente anche alla vita comunitaria e apostolica nello spirito del medesimo Istituto, affinchè possa meglio conoscerlo e valutarlo (Costituzioni 12).

POSTULANTATO

Questa tappa, dalla durata di almeno un anno, il giovane sotto la guida di un Maestro, viene istruito nella dottrina cristiana ed educato nelle virtù religiose e nel miglior accostamento personale a Dio(Costituzioni 15-16).

NOVIZIATO

E’ un periodo formativo nel quale il candidato approfondisce il carisma dell’Istituto, si misura con le esigenze della vita religiosa e si prepara ai voti di povertà, castità ed obbedienza. La durata è di un anno e mezzo. Dodici mesi nella casa di Noviziato e sei mesi dedicati all’esercitazioni apostoliche fuori della comunità del noviziato (Costituzioni 22)

JUNIORATO

Periodo dopo la prima professione dei voti, rinnovati annualmente per almeno tre anni, in cui la formazione dei professi è sistematica, spirituale e apostolica, dottrinale ed insieme pratica. In questo tempo si cerca di portare a compimento titoli di studio convenienti, sia ecclesiali che civili per le necessità dell’Istituto e la realizzazione della missione che Dio ha affidato al candidato (Costituzioni 29).

FORMAZIONE PERMANENTE

Dopo la professione dei voti perpetui la formazione continua per tutta la vita. E’ responsabilità sia personale che dell’Istituto portare alla pienezza della vocazione il singolo membro dell’Istituto attraverso la preghiera personale e comunitaria, la lectio quotidiana, la lettura spirituale, i ritiri, gli esercizi spirituali e con vari corsi formativi.